2 miliardi di utenti in tutto il mondo.

Ripeto. 2 miliardi di utenti.

E una piattaforma pubblicitaria sempre più ricca di feature, che ti permette di raggiungere questo enorme pubblico in maniera mirata e precisa, come mai prima.

C’è ancora chi crede e dice che Facebook Ads non funziona?

Fonte: Giphy

Se però sei alle prime armi con la piattaforma, o non la conosci ancora a sufficienza per poterla governare al meglio, ammetto che può essere un’esperienza frustrante fare pubblicità su Facebook Ads.

Ma se i tuoi annunci su Facebook non funzionano, non arrabbiarti. C’è un modo per aggiustare le tue campagne e aumentare il tasso percentuale di click (CTR), l’engagement con gli utenti e, soprattutto, le conversioni.

Prima di buttare i soldi dell’azienda in un progetto destinato a fallire, prenditi un momento per controllare la tua strategia pubblicitaria e le creatività dei tuoi annunci.

Facebook ads non funziona? Controlla di non aver commesso questi 10 errori

1) Selezione del target troppo ristretta o troppo ampia

La pubblicità su Facebook dovrebbe essere il paese dei balocchi di ogni marketer, con i suoi ricchi database pieni di interessanti informazioni sugli utenti e la capacità di segmentare il pubblico non solo in base ai dati demografici, ma anche sugli interessi, abitudini, preferenze e molto altro.

Ma da un grande potere derivano grandi responsabilità (cit.), e cadute altrettanto grandi, se non fai attenzione alla selezione del pubblico.

Quando la selezione del tuo target è troppo ristretta, corri il rischio di esaurirlo troppo velocemente e di far aumentare i tuoi costi per click. Senza contare che potresti avere escluso utenti potenzialmente interessati alla tua attività, e perso quindi opportunità di business.

Dal lato opposto, se la selezione del tuo pubblico è troppo ampia, non è probabile che mostrerai i tuoi annunci ad utenti che non saranno realmente interessati alla tua offerta. Anche in questo caso, non farai che aumentare i costi per click a causa dello scarso feedback del pubblico, o rischi di pagare per dei click di utenti che non diventeranno mai lead o clienti.

Cosa fare, quindi?

La soluzione potrebbe nascondersi in una sola parola: “e”.

In caso di audience troppo ristretta, la puoi ampliare aggiugendo altri interessi, comportamenti o qualsiasi opzione di targeting di Facebook Ads.

Nel caso contrario, se la tua selezione di pubblico è troppo ampia, restringila utilizzando l’opzione di targeting “interesse X” e “interesse Y”.

Ricordati che, sebbene molti esperti consigliano di avere un’audience tra 500.000 e 1.000.000 di utenti, non esiste una grandezza ottimale del tuo target su Facebook Ads, ma tutto dovrebbe essere commisurato a:

  • il tuo budget pubblicitario
  • la popolazione dell’area geografica di interesse
  • il punto del tuo funnel nel quale si trova il target
  • la tua esperienza in Facebook ads

2) Funnel troppo lungo o troppo corto

Cosa accade dopo che un utente clicca sulla tua pubblicità? Qual è l’esperienza di navigazione e la sequenza di pagine che dovrebbe seguire prima di compiere una conversione (ad esempio, completato con successo un ordine)?

Il tuo funnel è troppo lungo? Allora stai mettendo troppi click tra il momento nel quale l’utente di conosce per la prima volta e quello in cui compie la conversione. Rischi così di perdere potenziali clienti lungo la strada.

Al contrario, il tuo funnel è troppo corto? Allora stai cercando di convertire del traffico freddo direttamente in clienti, senza tenere conto del ciclo di vita dei clienti o del loro percorso d’acquisto.

E, soprattutto, stai offrendo una pessima esperienza all’utente, che su Facebook sia aspetta di instaurare relazioni con persone e aziende, non certo di comprare a freddo da chi non conoscono.

Cosa fare, quindi?

Non c’è una regola prestabilita e valida per tutti i business per sapere quanti click occorrono per convertire utenti di Facebook in clienti. Tutto ciò che devi fare è concentrati nel far combaciare l’esperienza dell’utente con il suo percorso d’acquisto ideale.

3) Rapporto messaggio-utente squilibrato

Il tuo tentativo di instaurare una relazione con l’utente sarà totalmente vano se continuerai a mostrargli degli annunci generici, che non “parlano” proprio a lui e non risolvono il suo problema specifico.

Utilizza tutte le informazioni in tuo possesso per creare delle campagne ad hoc per ciascuno dei tuoi segmenti target.

Cosa fare, quindi?

Una sola parola: sperimenta. Realizza diverse creatività per i tuoi annunci in base al segmento di interessi, la località, il momento di acquisto, le caratteristiche demografiche, ecc.

4) Squilibrio tra il messaggio nell’annuncio e quello nella landing page 

La pagina nella quale invii gli utenti dopo il click è quasi importante quanto ottenere il click stesso.

È necessario creare un’esperienza di navigazione coerente, nella quale il messaggio dell’annuncio è abbinato al copy, al design e all’offerta che si trova nella landing page.

Uno dei più grandi errori che molti inserzionisti fanno è inviare gli utenti nella loro homepage. È come fare due passi avanti e tre indietro: chi clicca un tuo annuncio ha già mostrato interesse per il tuo prodotto/servizio, e quello che hai fatto è mandarli nuovamente al punto di partenza.

Quando un utente non riesce a trovare il prodotto o l’offerta promessa nell’annuncio, probabilmente usciranno dalla pagina per cercarlo altrove, invece di perdere del tempo nel trovare quel prodotto specifico nel tuo sito.

Cosa fare?

Assicurati che la landing page alla quale invii gli utenti presenti un messaggio e un’esperienza di navigazione che sia coerente con il copy e la creatività dell’annuncio.

Se il tuo annuncio presenta un prodotto, i tuoi visitatori dovrebbero essere indirizzati alla pagina dei dettagli di quel prodotto.

Se il tuo annuncio sta promuovendo principalmente un lead magnet, assicurati di inviare i visitatori ad una pagina di destinazione dedicata.

Se utilizzi messaggi diversi per differenti segmenti di pubblico, puoi creare delle variazioni della landing page così da modificarne il copy per adattarlo alla creatività dell’annuncio.

5) Troppo testo nell’immagine

Anche se Facebook ha modificato la regola del 20% sulla quantità di testo che un’immagine di un annuncio può contenere, ancora oggi favorisce gli annunci senza testo o con poche parole.

Mettere troppo testo nel tuo annuncio (incluso il logo) potrebbe portare Facebook a pubblicare meno frequentemente il tuo annuncio, con un impatto negativo su impression e costo per clic.

Cosa fare?

Quando carichi un annuncio con troppo testo, Facebook ti segnala questa criticità, anche se potrebbe comunque approvare il tuo annuncio. Non ignorare l’avvertimento. Invece, apporta gli aggiustamenti all’immagine per ridurre la quantità di testo ed evitare di penalizzare l’annuncio.

Invece di mettere del testo nella tua immagine, impara a sfruttare al massimo lo spazio disponibile nel titolo e nella descrizione dell’annuncio per comunicare il tuo messaggio.

È inoltre possibile provare il formato carosello, che consente di includere più descrizioni per le diverse immagini.

Se decidi di includere il testo nell’immagine dell’annuncio, utilizza questo strumento di verifica dell’annuncio per assicurarti che soddisfi i requisiti di Facebook.

6) Creatività dell’annuncio di scarsa qualità

La creatività dell’annuncio include sia il copy che l’immagine.

Il tuo copy è chiaro, evidenzia i vantaggi dell’offerta, è orientato all’utente e ha una call to action specifica?

La tua immagine è progettata per catturare l’attenzione degli utenti nel sovraffollamento generale del newsfeed?

Nel caso tu non abbia risposto sì a tutte queste domande, è il momento di mettere in pausa le tue campagne e ricominciare dall’inizio.

Cosa fare?

Se hai un CTR basso, la creatività degli annunci potrebbe esserne la causa. Assicurati di assumere un buon copywriter per aiutarti a creare un copy orientato all’utente e incentrato sui vantaggi della tua offerta (per lui).

Puoi anche imparare qualche lezione utile dalle tue attività passate, analizzando ad esempio le newsletter, i post sui social media e le landing page che hai già realizzato per vedere cosa funziona bene con il tuo pubblico specifico.

Per quanto riguarda la creazione di immagini che catturino l’attenzione, sperimenta sempre le innovazioni che Facebook introduzione, come Facebook 360 e Canvas. Possono aiutarti a promuovere un contenuto ricco e coinvolgente per l’utente (e spesso vengono premiate da Facebook stesso)

7) Strategia di offerta errata

È qui che le cose diventano difficili. “Strategia di offerta” suona un po’ complicato e molti inserzionisti alzano le mani e lasciano che sia Facebook a gestire tutto automaticamente.

In molti casi potrebbe comunque andare bene, ma se l’opzione automatica per l’ottimizzazione delle campagne non genera i risultati previsti, potrebbe essere necessario passare ad una gestione manuale delle offerte.

Cosa fare?

Se stai utilizzando le impostazioni manuali, sii paziente e cerca ed effettua dei test per trovare il giusto equilibrio tra offerte, posizionamenti e modalità di addebito.

Tuttavia, non apportare modifiche troppo frequentemente, in quanto ciò confonderebbe il sistema di ottimizzazione delle offerte di Facebook e finiresti per pagare molto più del necessario.

8) Obiettivo della campagna errato

Questo punto ha davvero a che fare con la tua strategia di marketing generale.

La scelta dell’obiettivo della tua campagna è molto più cruciale di quanto possa sembrare: Facebook ottimizzerà i tuoi annunci per mostrargli a quella porzione di utenti che, all’interno del tuo target, sia più propensa compiere quell’azione specifica associata all’obiettivo, come mettere like alla pagina, cliccare su un link, vedere un video, compilare un form contatti, ecc.

La stessa identica campagna a livello di copy, immagine e target, ma con obiettivo pubblicitario diverso, porterà risultati completamente diversi.

Quindi, la prima domanda da porti è: all’interno del mio funnel di marketing, qual scopo ha questa campagna di Facebook Ads?

Certo, se poi l’unico intento è aumentare il numero di fan della tua pagina, non aspettiamoci di iniziare a fatturare per magia 😉

9) Aspettarsi troppo dall’utente

Troppi inserzionisti approcciano Facebook Ads pensando di inserirsi in un contesto nel quale le persone sono “pronte a comprare” come lo sono su Google.

Dimenticano che Facebook non è un motore di ricerca (non ancora, almeno) e che le persone su Facebook potrebbero non avere lo stesso intento di navigazione di quando eseguono una ricerca su Google o Bing.

Se l’obiettivo è vendere a freddo il tuo prodotto o servizio ad utente che neanche conosce la tua azienda, probabilmente i risultati che otterrai saranno molto scarsi.

Per non incorrere in questo errore basta ricordarsi del nostro amico, il funnel di marketing!

Se questa è la prima volta che un utente vede il tuo brand, concentrati su conversioni leggere come le iscrizioni alle newsletter e i “mi piace” sulla pagina. Una volta che avranno compiuto azioni più importanti, come ad esempio un acquisto o aggiunto un prodotto al carrello, potrai passare ad offerte più pesanti.

10) Monitoraggio delle performance

Questo aspetto vale per qualsiasi tua attività di marketing digitale: campagne Adwords, newsletter, SEO e, ovviamente, Facebook Ads.

Non dovrebbe esistere alcuna azienda che investe in digital marketing senza monitorare al centesimo le performance delle proprie campagne.

Su Facebook Ads i passaggi fondamentali sono due:

Se vuoi veramente dare un senso alle tue campagne Facebook Ads (e calcolarne il ROI), questi sono passaggi assolutamente obbligatori!

Facebook Ads non funziona? L’unica risposta certa è fare test!

Non esiste una sola e unica risposta su come ottimizzare le tue campagne Facebook Ads.

La strategia migliore per le tue campagne dipenderà dai tuoi prodotti/servizi, dal sito web sul quale manderai gli utenti, dal ciclo di vita dei clienti e dai tuoi obiettivi di business.

Potresti leggere tutte le case history del mondo che ti illustreranno come l’azienda XYZ abbia fatturato 3257982758375 euro grazie a Facebook Ads.

Ma la soluzione per la tua azienda è solo una: testare diverse varianti di annunci per verificare cosa funziona per la tua attività e il tuo pubblico, e affinare di conseguenza la tua strategia.

Hai fatto errori nelle tue campagne su Facebook Ads? Cosa hai imparato da quegli errori e cosa stai facendo adesso invece? Fammelo sapere in un commento qui sotto 😉

About The Author

Alberto Borzì

Alberto Borzì è partner e Advertising Manager di Growers. Dal 2014 si occupa di progettare e gestire campagne pubblicitarie online su Facebook Ads e Google Adwords, per promuovere sia le aziende clienti che progetti personali.Nel 2014 e nel 2017 è stato consulente di marketing digitale per Eccellenze in Digitale, un progetto nazionale di Google e Unioncamere.